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tutti su divisare! January 15, 2007

Posted by Marco in Architetti.
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bene, si chiude.

D’ora in poi il corso continua sulle pagine di divisare:

http://www.divisare.com/course/6

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alcuni links a progetti con dettagli di legno November 20, 2006

Posted by Marco in Architetti.
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http://www.europaconcorsi.com/db/pub/scheda.php?id=11090

http://www.europaconcorsi.com/db/pub/scheda.php?id=4178

nei ritagli di tempo fate una ricerca sui materiali bio… ad esempio vi egnalo:

Steko – Legno costruzione

e fate per curiosità un giro su…

 http://www.grossolegno.it/

http://www.bonellispa.com/

http://www.ciabattilegnami.com 

http://www.costsrl.com/ 

http://www.legnolamellare.net/ 

http://www.holzbau.com/ 

http://www.ibl.it 

http://www.kaufmannitalia.com/ 

November 13, 2006

Posted by Marco in Architetti.
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Bruschini Camilla

13-11-06 presente : Impegno inadeguato

Calandruccio Antonino

13-11-06 Assente : Impegno inadeguato
Colantoni Michela

13-11-06 presente : Impegno inadeguato


Colussi Vittoria

13-11-06 Assente
Curzi Valentina

13-11-06 assente : Impegno inadeguato
D’angeli Federica

13-11-06 presente (ritardo)
Gu Soo Jung

13-11-06 presente (ritardo)

La Carpia Nicla

13-11-06 presente (ritardo)
Lalli Gennaro

13-11-06 presente


Lianou Zoi

13-11-06 presente


Mattei Carlotta
 

13-11-06 presente

Musacchio Cosma

13-11-06 presente


Odescalchi Ginevra

13-11-06 assente : Impegno inadeguato


Rizza Daniela.

13-11-06 presente
Sebastiani Sara

13-11-06 presente
Umansky Maryana

13-11-06 presente (ritardo)
Valentini Fiorenza

13-11-06 presente (ritardo)

Wada Takato

13-11-06 presente
Zichichi Elisa

13-11-06 presente (ritardo)

1a Consegna, ecco come è andata October 31, 2006

Posted by Marco in Architetti.
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Bruschini Camilla
– 30-10-2006 Assente: il 6 novembre oltre alla pianta al 50 deve portare il plastico al 50.
Calandruccio Antonino
– 30-10-2006 Assente: il 6 novembre oltre alla pianta al 50 deve portare il plastico al 50 .
Colantoni Michela
– 30-10-2006 Assente: il 6 novembre oltre alla pianta al 50 deve portare il plastico al 50.
Colussi Vittoria
– 30-10-2006 presente: buona consegna, alcuni errori ma soprattutto assenza di coraggio
Curzi Valentina
– 30-10-2006 Presente (ritardo): il 6 novembre oltre alla pianta al 50 deve portare il plastico al 50.
D’angeli Federica
– 30-10-2006 presente: sei indietro, la pianta è confusa mancano ambienti ben definiti e ci sono diversi errori ortografici
Gu Soo Jung
– 30-10-2006 Presente: il 6 novembre oltre alla pianta al 50 deve portare il plastico al 50.
La Carpia Nicla
– 30-10-2006 Assente: il 6 novembre oltre alla pianta al 50 deve portare il plastico al 50.
Lalli Gennaro
– 30-10-2006 Presente: Ottimo lavoro, un anno speso bene. Però sei troppo rigido, più creatività, più sensibilità, più libertà
Lianou Zoi
– 30-10-2006 Presente: é la prima volta ma tutto sommato va abbastanza bene occorre definire meglio gli spazi della casa (cucina, bagno etc.)
Mattei Carlotta
– 30-10-2006 Assente: il 6 novembre oltre alla pianta al 50 deve portare il plastico al 50.
Musacchio Cosma
– 30-10-2006 Presente: gli chiedo pellicce e me le porta! incredibile: fa quello che gli chiedo. Ma ora è troppo semplice: la semplicità è un fine ultimo, una difficile conquista mai un punto di partenza (semplicità o semplicismo?)
Odescalchi Ginevra
– 30-10-2006 Assente: il 6 novembre oltre alla pianta al 50 deve portare il plastico al 50.
Rizza Daniela
– 30-10-2006 Assente: il 6 novembre oltre alla pianta al 50 deve portare il plastico al 50.
Sebastiani Sara
– 30-10-2006 Presente: bene (che ne dubitava?) ma proprio per questo male, troppo semplice manca poesia intelligenza, coraggio, in una parola mancano le idee. La domanda è: quale è la bellezza del tuo progetto? Alcuni ignobili errori “ortografici”
Umansky Maryana
– 30-10-2006 Presente: bene ben articolato (non è un quadrato) alcuni errori di disposizione degli spazi (la cucina) ma forse per te vale quello che si è detto per Sara: è tutto qui?
Valentini Fiorenza
– 30-10-2006 Presente: vattene puoi fare di molto meglio!
Wada Takato
– 30-10-2006 Presente: il 6 novembre oltre alla pianta al 50 deve portare il plastico al 50. molto bene ma è troppo quadrato manca eleganza nelle geometrie.
Zichichi Elisa
– 30-10-2006 Presente: non è male per niente ma è male orientato (stanze da letto verso la strada?). Qualche errore di ortografia.

Ecco le foto della biocasa… October 30, 2006

Posted by Marco in Architetti.
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Un bel programmino per voi… October 30, 2006

Posted by Marco in Architetti.
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Cari ragazzi, in attesa di gestire tutto questo sul sito nuovo ecco il calendario:

30 ottobre – Consegna: Progetto preliminare: pianta 1:100 plastico 1:50.

6 novembre – Consegna: Progetto preliminare: pianta, prospetti e sezioni 1:50

13 novembre
– Compito in classe: la costruzione dell’architettura 1: pianta prospetto e sezioni 1:20, Matita e carta lucida.

20 novembre – Consegna: plastico in scala 1:50

27 novembre – Consegna: pianta prospetto e sezioni 1:20 corrette e a china (CAD)

4 dicembre – Consegna: plastico in scala 1:20

11 dicembre – Esame intermedio. Presentazione sul sito internet dello studente del progetto con pianta, prospetti e sezioni 1:20, foto bianco e nero plastico 1:50, foto colori interno plastico 1:20 (filmato).

18 dicembre – Compito in classe: la costruzione dell’architettura 2: Dettaglio costruttivo 1:5/1:1

8 gennaio – Consegna: Relazione materiali (Bozza), produttori, calcolo costi: Struttura, Tamponature, Coperture, Infissi, Finiture, Arredo bagno e cucina, Impianti

15 gennaio – Consegna finale: Dettaglio costruttivo 1:5/1:1 (China – CAD) + Relazione materiali (stesura definitiva)

29 gennaio – Esame finale

Ci facciamo una gita a Rimini? October 26, 2006

Posted by Marco in Architetti.
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Carissimi, vi segnalo la mostra ecomondo.com io ci vado sabato 11 (partenza alle 5:30 di mattina!). Mi accompagnate?

Sottoscrivete qui, i primi quattro viaggiano in macchina con me gratis! (così vi imparate a consultare più spesso questo sito)

ciao

ci vediamo lunedi

Appunti per una definizione di Architettura October 23, 2006

Posted by Marco in Architetti.
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La vera bellezza è rara, proprio come è raro tra gli uomini l’uomo capace di compiere uno sforso su se stesso, di scegliere cioè un certo se stesso e di imporselo.
(Paul Valéry)

. Avvertenza.
Questo breve testo è una raccolta di materiale di riferimento per la progettazione. In esso ho voluto fissare quei pensieri che mi sembra urgente comunicare per chiarire da subito come la penso.

L’appunto è la forma di linguaggio che meglio si presta a questo tipo di operazione: coglie il pensiero sul nascere, ne è la trascrizione più fedele.
Per contro però, soffre di una notevole precarietà: è per sua natura provvisorio.

Così questo breve testo risulta essere una raccolta di materiale grezzo, non finito, che necessita di ulteriore manipolazione, che attende cioè di essere ordinato in un discorso compiuto.

Questo tipo di operazione, però, per adesso non mi interessa. Quello che mi preme fare è esclusivamente di indicare, tramite le annotazioni di questo quaderno, la tendenza, la linea di pensiero che riconosco e con la quale di volta in volta affronto il lavoro di progettazione.

Ora, intendiamoci, non intendo in nessun modo imporvi il “mio” modo di pensare l’architettura. Siete liberissimi di pensarla in modo diverso, anzi credo che all’interno di un corso o di un laboratorio le diversità di opinioni siano positive e stimolanti. No, non è questo, anzi credo sia esattamente il contrario.

Inizio il corso con queste note perchè credo che il primo atto di responsabilità che un progettista è chiamato a dare nei confronti del proprio lavoro sia quello di fare una scelta di campo, cioè di individuare in anticipo quale architettura intende fare. Ecco con queste note vorrei suscitare in voi riflessioni di carattere generale sull’architettura in quanto tale.

In pratica vi do la mia definizione d’architetture per spingervi a fare altrettanto, per stimolare vostre riflessioni a riguardo, per invitarvi ad individuare, a scoprire e definire la “vostra architettura” e possibilmente ad aiutarvi a perseguirla durante il lavoro che faremo insieme.

. 1.
L’architettura è un fatto permanente. La sua comparsa segna la nascita della civiltà e della sua espressione più alta: la città.
Dalla preistoria in poi lo sviluppo dell’architettura è stato un fatto straordinariamente continuo: ad architettura è seguita architettura. L’arte di edificare non ha mai conosciuto interruzioni.
Nonostante ciò l’architettura è nel tempo un fatto straordinariamente unitario.

. 2.
L’architettura è un fatto destinato a durare nel tempo. La solidità è la sua fondamentale caratteristica. Un edificio, per essere architettura, deve aspirare ad essere duraturo. Ma resistere alle intemperie, all’usura e all’incuria non basta. Si pensi ad esempio al teatro greco, esso è il prodotto di un momento storico unico ed irripetibile, distante molti secoli dalla nostra cultura architettonica. Eppure, ciononostante, è un fatto solidamente presente, in quanto definitivamente acquisito all’esperienza che l’architettura ha di sé e, come tale, invariabilmente, torna ad essere materia di progetto.
Questa ostinazione a costituirsi come fatto duraturo, fatalmente attuale, è attributo fondamentale dell’architettura ed è il segno che distingue l’opera dei più grandi.

Penso ad esempio, all’architettura di Palladio, di Boulèe, di Mies, a quella di Adolf Loos e alle sue parole per il progetto del Chicago Tribune: “La grande colonna dorica verrà costruita. Se non a Chicago in qualche altra città. Se non per il Chicago Tribune per qualche altro giornale. Se non da me da qualche altro architetto.”

. 3.
L’architettura manifesta la civiltà da  cui è nata. Ne traduce le tensioni, gli ideali, la cultura, i forme permanenti, in edifici di pietra e cemento. Per capire la magnificenza dell’antica Roma bisogna guardare alla sua architettura.

L’architettura è l’opera pubblica per eccellenza.

Il suo prodotto è sempre più sociale che individuale. In questo senso l’architettura non è paragonabile alle altre forme d’arte. Alberto Savinio nel 1938, scrive: “l’architettura si rispecchia nel tempo, la faccia di ogni epoca si riflette nella propria architettura, simili relazioni corrono tra tempo e architettura quali tra mare e cielo. Perché si continua a dire che l’architettura è un’arte?”

L’architettura è l’espressione della collettività da cui è prodotta, ne è, tutto sommato, una riproduzione abbastanza fedele.
Ma al tempo stesso essa costituisce un fatto con cui, a sua volta, la collettività si confronta, un fatto estremamente importante per l’immagine che la collettività si forma di sé.
L’architettura deve essere in grado di adempire a questo particolare incarico pubblico. i fatti che la mettono in relazione con la collettività non possono essere ignorati. L’architettura deve poter essere condivisa dai più. Per questo il suo linguaggio è (o dovrebbe essere) un linguaggio immediato.

. 4.
“Rien de plus inelegant e de plus ineficace qu’un art conçu dans la forme d’un autre” Robert Bresson

L’architettura è una disciplina in sé conclusa, basata su fatti interni, noti, immutabili, che non si concede novità, invenzioni o individualismi, ma che al contrario, si ostina a produrre sempre, sostanzialmente, copia di sé.

Oggi vediamo sempre più spesso architetture che fanno il verso ad espressioni d’arte contemporanea sperimentali come sculture o istallazioni multimediali. Questo continua ricerca del nuovo e sorprendente, questo continuo sperimentare nuovi linguaggi nella spasmodica ricerca di uno stile personale riconoscibile non fatto bene all’architettura contemporanea.

L’architettura dovrebbe tornare ad esprimere il nostro tempo e la nostra contemporaneità ma senza rinunciare al suo linguaggio specifico, senza cioè prendere in prestito forme e logiche di espressioni artistiche diverse da sé e che nascono sempre con motivazioni e obiettivi, che poco hanno a che vedere, ad esempio, con temi propri del nostro mestiere quali ad esempio “la casa dell’uomo”.

Per comprendere questa particolare natura del linguaggio architettonico può essere utile un paragone con il mestiere, ma parlare di architettura come di un lavoro artigianale, come un insieme ordinato di norme precise, accettate collettivamente, su cui basare l’attività creativa, credo sia sbagliato.

Per l’architettura il mestiere più che come punto di partenza si costituisce semmai, come un fine ultimo, una situazione ideale.

Regolarità, chiarezza, semplicità, ordine in architettura non sono mai fatti dati, ma sempre difficili conquiste.

. Conclusione.
Ho appena cercato di dire, grosso modo, cosa intendo per architettura. Resta ora da chiedersi quale è il rapporto fra le annotazioni qui contenute e il fare architettura, in che senso cioè, la ricerca di una definizione di architettura può essere intesa come parte del progetto.

Gli appunti, i brevi pensieri, qui raccolti, indicano una tendenza, un orientamento, una base con cui sviluppare un’analisi. Un’analisi dell’architettura tesa soprattutto a cogliere gli aspetti fondamentali, i principi primi, gli elementi costanti e immutabili, per la quale, quindi la storia ha un peso molto relativo, e fatti, personaggi, architettura fra loro distanti nel tempo e nello spazio, acquistano significato e diventano di fatto compresenti, attuali.

Un’analisi architettonica così concepita è, io credo, un momento fondamentale per operare una scelta, per definire un proprio campo di ricerca, per individuare, cioè, quei principi e quei fatti di architettura che nel procedimento progettuale diventano “elementi della composizione”.

Il legame fra questa secca raccolta di appunti e il fare architettura è tutto in queste affermazioni. Perché infine credo che l’attività progettuale non sia altro che il continuo riflettere ed approfondire – nei modi e nella tecnica che le sono propri – la nostra concezione d’architettura.

. Appendice.
Sono di seguito raccolti brevi brani di alcuni tra i miei autori preferiti. Queste lapidarie citazioni rivendicano in gran parte la paternità di quanto sopra scritto.

——————————————————————————————————–

Gli edifici accompagnano l’umanità fin dalla sua preistoria. Molte forme d’arte si sono generate e poi sono morte […] ma il bisogno dell’uomo di una dimora è ininterrotto. L’architettura non ha mai conosciuto pause
(Walter Benjamin)

La fusione degli elementi più diversi nell’unità dell’insieme, che caratterizza l’immagine della città di Roma raggiunge un’efficacia non meno reale nella forma del tempo, […] la diversità delle epoche è diventato intreccio, contemporaneità. Si può dire che passato e presente sono in Roma una cosa sola […] certo la presenza del corso storico delle cose non si tace mai in Roma. Ma il portentoso è che anche nel temporale, i singoli elementi sembrano qui differenziarsi soltanto per incontrare, nel modo più impressionante, potente, completo, l’unità nella quale alla fine si risolvono.
(George Simmel)

Io penso che si possa dire questo, che i principi dell’architettura in quanto fondamenti, non hanno storia, essi sono fissi e immutabili, ma continuamente diverse sono le situazioni concrete
(Aldo Rossi)

Seneca afferma che lo stolto è colui che deve sempre ricominciare da capo.
(Aldo Rossi)

Rimettere il passato al presente. Magia del presente
(Robert Bresson)

Creare non significa deformare o inventare persone o cose. Vuol dire distinguere fra persone e cose che esistono già così come sono, rapporti nuovi.
(Robert Bresson)

Nell’affascinante, complessa testimonianza che l’architettura offre di sè, vi sono edifici e personaggi, testi tecnici e autobiografie. Quest’arte così antica mostra forse più delle altre la disparità dei contenuti e la loro differente fortuna nel tempo.
Malgrado ciò, sembra che per l’architettura, se avessimo ancora sufficiente fantasia da volerne costruire un’immagine ideale, la cosa dovrebbe essere relativamente facile, molto più facile che per qualsiasi altra attività artistica.
Questo perché nonostante tutto l’architettura, nel tempo, è un fatto straordinariamente unitario.
(Giorgio Grassi)

E’ solo l’attenzione costante alle cose che ci circondano, ai fatti risaputi che è capace di mettere in evidenza tutta la complessità e la ricchezza che ancora possono manifestare.
(Giorgio Grassi)

Può darsi che qualcuno pensi che oggi sia ancora possibile vedere nella storia le differenze e non le affinità, che si possono ignorare i legami sempre più stretti e sottili che in essa si siano stabiliti; ma ormai sappiamo che questo porta invece alle sintesi provvisorie cui siamo abituati.
(Giorgio Grassi)

L’unica definizione che possiamo ancora ragionevolmente ripetere è che l’architettura sono le architetture: tutte, quelle ideate e quelle realizzate e poi i principi e le teorie; tutto questo è architettura.
(Giorgio Grassi)

Ogni nuova opera non potrà essere altro che una rappresentazione tutto sommato abbastanza fedele a quante le hanno precedute.
(Giorgio Grassi)

A differenza dell’edilizia che può scomparire, anzi, nasce per essere periodicamente sostituita (come l’automobile) l’architettura aspira a durare nel tempo.
(Giovanni Muzio)

Quando un gruppo è inserito in una parte dello spazio la trasforma a sua immagine, ma al tempo stesso si piega e si adatta a dei fatti materiali che gli resistono. Esso si rinchiude nell’ambito che ha costruito. L’immagine dell’ambiente esterno e dei rapporti che ha stabilmente con esso, acquista un ruolo essenziale nell’idea che il gruppo si forma di sé.
(Maurice Halbwachs)

Il fatto è appunto questo, che la pittura non è in grado di proporre l’oggetto alla ricezione collettiva simultanea, cosa che invece è sempre riuscita all’architettura, che riusciva un tempo all’epopea e che riesce oggi al film
(Walter Benjamin)

L’architettura ha sempre fornito il prototipo di un’opera d’arte la cui ricezione avviene nella distrazione e da parte della collettività.
(Walter Benjamin)

La storia dell’architettura è più lunga di qualsiasi altra arte. Rendersi conto del suo influsso è importante per qualunque tentativo di comprendere il rapporto tra le masse e l’opera d’arte.
(Walter Benjamin)

La casa deve piacere a tutti. A differenza dell’opera d’arte che non ha bisogno di piacere a nessuno. L’opera d’arte è una faccenda privata dell’artista. la casa no.
(Adolf Loos)

Intendo l’architettura in senso positivo come una creazione inscindibile dalla vita e dalla società in cui si manifesta; essa è in gran parte un fatto collettivo.
(Aldo Rossi)

L’architettura è un fatto ingombrante, voluminoso, una presenza fisica che trasforma (non è un libro o un disegno)
(Giorgio Grassi)

Di fatto l’architettura fa i conti innanzi tutto con sé stessa, cioè con i caratteri suoi specifici, ma al tempo stesso con l’incarico che le è proprio. Da questo punto di vista la questione del rapporto con il pubblico è imprescindibile. Per questo il linguaggio d’architettura è (o dovrebbe essere) un linguaggio immediato.
(Giorgio Grassi)

Un solo pensiero accomuna fra loro i grandi architetti: Così come costruisco io avrebbero costruito anche gli antichi romani
(Adolf Loos)

Niente di più inelegante ed inefficace di un’arte concepita nella forma di un’altra.
(Robert Bresson)

Con le belle arti nessuna concorrenza.
(Robert Bresson)

E’ chiaro che musica e architettura sono entrambe arti che non hanno bisogno di imitare le cose; sono arti in cui materia e forma hanno tra loro un rapporto molto più intimo che altrove; l’una e l’altra si rivolgono alla generale sensibilità. Entrambe ammettono la ripetizione, mezzo onnipotente; entrambe ricorrono ad effetti fisici della grandezza e dell’intensità, con cui possono stupire i sensi e la mente sino all’annichilimento. Infine, la loro rispettiva natura permette o suggerisce un’abbondanza di combinazioni e di sviluppi regolari che le collegano o le confrontano con la geometria e l’analisi.
(Paul Valéry)

Novità non vuol dire né originalità né modernità.
(Robert Bresson)

L’architettura fà i conti innanzi tutto con sé stessa.
(Heinrich Tessenow)

Oggi vediamo l’architettura fare, sempre più spesso, il verso alla pittura, oppure alla scultura: voglio dire che vediamo l’architettura prendere a prestito tecniche che non le sono specifiche […], ricerche architettoniche che rimandano a qualcos’altro che non l’architettura quale è ed è sempre stata.
(Giorgio Grassi)

Se per accademia intendiamo infine il tentativo di nascondere la nostra pochezza, la nostra incapacità interpretativa dietro a forme svuotate comunque di senso, allora dobbiamo chiamarla con il suo sinonimo moderno; cioè con il professionalismo
(Giorgio Grassi)

L’architettura è prima di tutto un’attività pratica. Vedere le cose e trasportarle. Questo è il problema.
(Giorgio Grassi)

Io credo che l’invenzione, la capacità inventiva, non faccia parte della dotazione necessaria di un architetto. Il suo strumento è l’immaginazione che si applica sempre a cose note.
(Giorgio Grassi)

L’imitazione non come rievocazione nostalgica, ma come comprensione e superamento.
(Giorgio Grassi)

Vi è una grande differenza tra il parlare sui greci e il parlare da greco. Così mentre ogni piccolo artista cerca il suo spazio originale, i migliori si propongono di copiare gli antichi e di parlare come essi.
(Aldo Rossi)

L’analogia è una forma di sicurtà. Serve a convincerci che il terreno intorno è sodo (è abitabile, è abitato) e noi non rischiamo d’incamminarci nel vuoto. L’analogia è una forma di civismo, di socievolezza. Guai se ci mancasse intorno il tessuto delle analogie.
(Alberto Savinio)

Nel lavoro di composizione, quasi ogni immagine di persona o di cosa viene fuori accompagnata naturalmente da un “come”: il tale è “come”, la tale cosa è “come”. Poi molti “come” la revisione li elimina per ragione di nettezza, snellezza, eleganza di periodo; ma l’analogia rimane sotto il segno della pagina.
(Alberto Savinio)

Il fatto è che ci sono, come è noto,  due tipi di semplicità, una cattiva e una buona: l’una è la semplicità come punto di partenza, quella che viene cercata troppo presto, l’altra è la semplicità come risultato, come ricompensa che arriva solo dopo lunghe fatiche
(Giorgio Grassi)

Talvolta è facile vedere che al di là di questa teoria (d’architettura) ci deve essere un grado di insegnamento superiore, una critica di una natura molto più sottile: non quella che da le regole, ma quella che rimonta alle sorgenti donde emanano le leggi; non quella quella che compila le leggi, ma quella che ne penetra lo spirito, non quella che attinge i suoi principi alle opere, ma quella che da per principi alle opere le leggi medesime della nostra natura.
(Quattremere de Quincy)

Forme che somigliano ad idee. Considerale idee vere e proprie
(Robert Bresson)

Il primo principio di una teoria credo sia l’ostinazione su alcuni temi […] operare una scelta all’interno dell’architettura e cercare di risolvere sempre quel problema.
(Aldo Rossi)

Per la musica come per l’architettura ogni opera rappresenta un confronto diretto con l’esperienza del passato e si manifesta come una scelta e come riaffermazione rispetto a questo passato, esibendo ciò nel modo più immediato: palesando, cioè, una forma.
(Giorgi Grassi)

Dovremmo essere in grado di formulare con chiarezza da quale architettura nasce la nostra architettura.
(Aldo Rossi)

Bene per i pochi sfortunati…si ricomincia! October 18, 2006

Posted by Marco in Architetti.
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Il tema con cui ci confronteremo quest’anno è la casa ecologica. Progetteremo un’abitazione di circa 80 m2 interamente realizzata in legno e/o materiali eco-compatibili e rinnovabili e che preveda l’impiego di tecnologie e impianti a bassisimo impatto ambientale.

La progettazione delle singole unità abitative sarà svolta all’interno di un masterplan che prevede la realizzazione di un villaggio turistico ecologico “stagionale”, da realizzarsi in ambiente naturale di gran pregio, situato sulla fascia costiera nei pressi di Roma.

La prima parte del corso sarà dedicata alla stesura di un progetto di massima in scala 1:50.
Nella seconda parte cercheremo di capire il “come si fà” e approfondiremo il progetto in dettaglio fino alla scala 1:5

Il corso sarà gestito come un laboratorio-didattico dove condividere teoria e pratica. La prima parte di ogni incontro sarà dedicata all’analisi del tema, con comunicazioni didattiche nelle quali saranno trasmessi dati e informazioni tecniche con cui affrontare la progettazione, la seconda parte ci vedrà invece impegnati nella sintesi e nel lavoro progettuale vero e proprio.

Come di consueto la comunicazione del progetto sarà una fase molto importante del percorso didattico e grande cura sarà dedicata alla stesura di elaborati grafici, realizzazione di plastici e materiali multimediali. Come di consueto la consegna finale sarà la realizzazione di un sito internet dedicato al progetto. Come di consueto il comportamento tenuto dall’alunno durante il corso, con particolare riferimento a ritardi e assenze, sarà oggetto di valutazione in sede d’esame.

Insomma coraggio…vi aspetta il solito inferno. In bocca al lupo!
area di progetto

1a Esercitazione. Consegna lunedì 30 ottobre

Pianta in scala 1:100 e plastico (della sola struttura) in scala 1:50 della vosra unità abitativa.

Informazioni:

La pianta sarà consegnata in formato A4

Per il plastico  (della sola struttura) in scala 1:50 tenete conto di quanto segue:
– plinti di fondazione 30×30 cm h max 100 cm (dal livello del terreno)
– travi primarie 25×10 cm h max 400 cm
– travi secondarie 15×10 cm h max 400
– piano di calpestio e copertura tavolame 2.5×15 cm h max 400 cm

superficie interna max: 80 mq
terrazzo max: 20 mq
altezza di gronda (dal calpestio) min 2,20
altezza di colmo (dal calpestio) max 3,00

per la realizzazione del plastico usate listelli di tiglio di misura appropriata alla scala di rappresentazion, ad esempio la trave principale 25 x 10 x 400 cm sarà: 0,5 x 0,2 x 8 cm

Aiuto! mi servono i links June 14, 2006

Posted by Marco in Architetti.
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ragazzi aiutatemi a finire l'opera, lasciate a commento di questo post il link del vostro blog (e magari tutti quelli che conoscete)

Ci vediamo l'anno prossimo

buone vacanze! 

Consegna finale May 30, 2006

Posted by Marco in Architetti.
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Ci siamo! Appena avete terminato tutto (testo descrittivo, foto, filmato, pianta) lasciate in commento a questo post i link al vostro blog. All'esame e poi di seguito per i posteri il vostro blog sarà linkato da un elenco come segue….

Sara Sebastiani

156681590_e209a97751 Monica Amodio

156553853_9006d53222 Giuseppe vitale

154493882_a6e7d2de66_o Claudia Sassone

Chiara Caminati

Stefan Ruetti

Gennaro Lalli

Elisa Guidalotti

Ultima lezione (finalmente!) May 25, 2006

Posted by Marco in Architetti.
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Ok ce la abbiamo fatta! siamo arrivati (bene o male) alla fine.

Devo dire che siete stati tutti molto bavi e sono abbastanza contento…. certo, mi avete tolto tre anni di vita… ma credo di avere fatto lo stesso io con voi e così siamo pari.

Spero non vi dimenticherete mai il terzo nome del gatto e che prima di disegnare un armadio profondo 50 centimetri ci penserete due volte…

Bene, la prossima lezione, l'ultima si chiamerà "miscellanea" ovvero ripasseremo insieme tutti gli aspetti della consegna prevista per l'esame, cercando di chiarire gli ultimi dubbi, di rivedere insieme i plastici o i filmati e se vorrete daremo una ultima occhiata alle piante.

Non potrò dare uno spazio a tutti, vi consiglio pertanto di prenotarvi qui sotto lasciando un commento con:

  • Il vostro nome
  • l'oggetto della revisione (disegno pianta, plastico, filmato, sito internet etc….)

Ora, anticipiamo quello che dovete portare all'esame:

Come sapete l'esame sarà una vostra presentazione basata sul materiale pubblicato sul vostro sito internet.  La prima cosa che dovete fare è comunicarmi l'indirizzo del vostro sito internet con un commento a questo post.

Il giorno dell'esame dovete TUTTI portare il portfolio con TUTTI i materiali raccolti durante il corso, soprattutto tutte le piante intermedie corrette da me durante le lezioni. Questo materiale è importantissimo per coloro che non sono sicuri di prendere il massimo dei voti. E' importante che mostriate a me e a Stefano Cassio come avete lavorato durante questi tre mesi.

Se avete trovato difficoltà insuperabili a pubblicare il sito, stampate le fotografie del plastico in formato A4 e inseritele nel portfolio, oppure fate in modo di visualizzare i file nel computer in classe. Attenzione questa ultima procedura può essere rischiosa: se per qualsiasi problema tecnico  le  vostre immagini dovessero risultare illeggibili dovrete ripetere l'esame (a vostre spese).

Concludendo per l'esame occorre portare:

  • Il portfolio con tutte le versioni della pianta 1:50 compresa l'ultima
  • descrizione del progetto finale che comprende:
  1. Pianta in scala 1:50
  2. Fotografia o fotografie degli interni
  3. Descrizione del progetto di almeno 1000 battute
  4. Filmato con descrizione sonora (musica o lettura del vostro testo descrittivo)

Nuova possibilità… May 23, 2006

Posted by Marco in Architetti.
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ragazzi finalmente qualcosa in italiano semplice semplice e anche gratuito, se avete difficoltà ad aprire il vostro blog su wordpress, provate con http://www.sitonline.it .

Ma fate attenzione gratuiti sono solo i primi 10 giorni poi il vostro lavoro sarà cancellato, quindi se non volete pagare, fate bene i vostri calcoli…non aprite il sito prima del 1 giugno….

ATTENZIONE:

Sara colpisce ancora! date un'occhiata al video… 

(Pen)Ultima lezione: concorso di idee May 18, 2006

Posted by Marco in Architetti.
7 comments

Dunque ragazzi, dopo aver lavorato tanto sulla pianta, sui metri e centimetri, sul disegno, sulla funzionalità e tante altre str…te di questo tipo ora finalmente affrontiamo i due temi veramente importanti: idee e comunicazione
L'ultima lezione sarà un pò particolare e spero più divertente del solito: organizzeremo un concorso di idee interno dove saranno premiati i plastici migliori, la giuria sarà la classe.

Regolamento:

1. Oggetto:

Oggetto del concorso è un plastico di un'alloggio moderno, un alloggio di lusso e adatto alla vita del XXI secolo e che sia rappresentativo ma al tempo stesso confortevole.

2. Elaborati richiesti

Plastico in scala 1:20 completo di arredo (eventualmente amovibile) e di almento due sagome umane che diano la "misura" dell'interno. Il plastico sarà realizzato principalmente in Poliplat, ma è altamente consigliatio l'uso di altri materiali per comunicare i colori e le sensazioni delle finiture dell'alloggio. Una particolare attenzione sarà posta nel sistema di illuminazione. Sarà quindi necessario predisporre apposite aperture per facilitare l'ingresso della luce. Il corso mette a disposizione 3 fonti luminose, 2 lineari da 17W e una puntuale da 200W. Nel caso si rendano necessari altre sorgenti di luce queste dovranno essere fornite direttamente dai candidati intereressati (in poche parole, portatevele da casa)

3. Termine di iscrizione
Saranno ammessi a concorso i soli plastici registrati entro 15 minuti dall'inizio della lezione. I partecipanti registrati saranno iscritti in un elenco, che, fotocopiato e fornito ad ogni membro della giuria, costituisce la scheda di valutazione
4. Procedura
Ogni concorrente registrato ha 5 minuti per preparare (impianto luci) ed illustrare alla giuria il proprio plastico. Ogni membro della giuria dovrà riportare sulla propria scheda di valutazione un voto da 0 a 5. A parte lo zero non è possibile conferire lo stesso punteggio due volte.

5. Giuria

Tutti gli studenti del corso sono membri della giuria. Studenti di sezioni diverse possono essere ammessi a far parte di giurie diverse dalla loro. Il docente non ha diritto di voto (tanto vi aspetto tutti all'esame…)

6. Premi

I primi 5 classificati di ogni sezione saranno fotografati e filmati in classe e saranno pubblicati sul sito architettura.wordpress.com

Brava Sara! May 17, 2006

Posted by Marco in Architetti.
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Ecco i primi (parziali) risultati…brava Sara (sez.A)

Fate un giro sul blog di Sara ==> http://sarasebastiani.wordpress.com/

Ma attenzione è lontano da essere una consegna definitiva: 

  1. manca il filmato
  2. le fotografie sono da rifare (non spiegano completamente l'idea architettonica della pianta)
  3. manca il testo

Lasciate in commento gli indirizzi dei vostri blog!